Ciao ragazze!!!

Io sinceramente non so più tanto bene cosa pensare sulla questione "alimentazione sana".
Facendo shiatsu, quelli che mi hanno insegnato alla scuola sono principi alimentari derivati dalla macrobiotica.
I miei insegnanti, fino ad alcuni anni fa, erano piuttosto estremisti in merito: niente carne, 0 latticini, niente uova, no a miele, zucchero ecc, sì ad alghe, salsa di soya, miso ecc ecc.
Ora si sono molto ammorbiditi in merito, a mio parere avvicinandosi ancor di più all'ideale che, per lo shiatsu e altre tecniche /filosofie basate sul Tao, afferma che l'equilibrio sta nella flessibilità...nel cambiamento e nell'evoluzione, non nella stasi e nella rigidità.
Io sono piuttosto d'accordo con questa cosa.
Secondo me le filosofie che utilizzano il concetto di yin e yang non parlano per schemi. Parlano per allegorie e simboli.
E' per questo motivo che trovo che, in realtà, nessuna persona occidentale, pur con tutto lo studio e impegno del mondo, potrà mai arrivare a far veramente propria la via del Tao.
Ci hanno detto che il Tao è la via...ossia l'equilibrio o la calma al centro di tutte le perturbazioni. Noi occidentali, secondo me, cerchiamo l'equilibrio al centro della fissità.
Così avviene a mio parere con la questione dieta/stile alimentare.
Noi cerchiamo in qualche modo la dieta che sia il più possibile sana, cerchiamo
la regola, inconfutabile e univoca per tutto il genere umano, e allora viene fuori un gran casino perché nessuno sa veramente casa sia veramente adatto a mantenere in salute il nostro corpo...neppure la medicina, la scienza, il miglior nutrizionista del mondo, ahimè!
Proprio ieri leggevo un blog di un medico italiano che promuove la "paleodieta", ossia un dieta improntata su un ritorno alle nostre origini animali..quindi, fermo restando che faceva riferimento a cibi di origine strettamente biologica e di qualità: via libera a carni, uova e latticini (saltuariamente), il lardo e il burro meglio di olio anche per cuocere (poco, perché si parlava dell'importanza di mangiare tutto il più possibile crudo o poco cotto), la dieta vegan tacciata di non naturale per l'essere umano (e qui mi trovo parzialmente d'accordo) ecc ecc ecc...
Ho poi fatto altre ricerchine in merito, e questo tizio non è certo il primo invasato che se ne esce con una panzana inventata sul colpo, anzi...ha un sacco di dati scientifici (che, poi, la scienza si smentisce da sola in ogni dove, ma...

) che confermano le sue tesi, eppure ci sono altrettanti dati che la smentiscono...
bel casino!

Questo è per dire che, secondo me, nel marasma di informazioni che circolano sull'alimentazione, alla fine l'unica cosa che ha senso in tutte le diete e che è più importante di carne sì /carne no, omega 3, omega 6, proteine ecc,
è la ricerca del cibo di qualità. Ossia, sul fatto che i cibi di origine biologica siano più sani di quelli trattati con schifezze siamo tutti d'accordo, però io vedo spesso molta gente che segue diete di stampo orientale o "naturale" sbattersi per comprare il seitan ecc e poi risparmiare sulla verdura acquistando la più sdozza possibile al banco più sdozzo del supermercato. Ok, ti mangerai anche le alghette ma intanto ti sei riempito di pesticidi con la tua insalatina...
Essendo abbastanza infognata in ambienti che trattano di meditazione, tecniche di massaggio ecc ecc, ho avuto l'occasione di vedere molti di questi controsensi...alcuni vegan che pensavano di esser preservati da ogni futuro problema di salute perché non mangian carne, poi si compravano magari margarine di soya o robe totalemente raffinate da far paura, oppure sorvolavano tranquillamente sulla questione verdura bio...
Sinceramente penso che se hai abbastanza soldi da comprarti seitan, tempeh, teh bancha al negozio biologico, una parte di quei soldi si possono benissimo risparmiare ed investire in verdura bio, dato che la verdura è uno dei pochi fondamenti abbastanza sicuri dell'alimentazione similmente sana.
Ok anche per lo zucchero (anche se pure lì se ne sentono diverse), la farina bianca e gli alimenti troppo sfruttati, ma queste penso dovrebbero regole derivate dal buonsenso!
Anche qui, però...quante persone vedo al negozio bio che si comprano i fermenti super sburi importati dal giappone poi nel frattempo la pasta bianca o la farina sbiancata?
Sulla macrobiotica ne ho sempre sentito parlare tanto bene e tanto male da chi l'ha seguita strettamente, ma secondo me, alla base di questa incostanza di risultati c'è un errore di aspettativa nei confronti della macrobiotica stessa. E, questo, avviene per me perché il nostro è un pensiero occidentale.
Mi spiego: a mio avviso, per quel poco che mi sembra di aver capito, macrobiotica è la ricerca di un equilibrio fra i cibi, ossia a cibi che "espandono, raffreddano" vanno associati nella miglior maniera possibile cibi che "contraggono, riscaldano".
In soldoni, cibi che tendono a portare via e fuori "energia" andrebbero bilanciati da cibi che la tirano dentro...un esempio fantastico è la carne con il vino rosso.
Carne e vino rosso sono due alimenti totalmente agli antipodi: il vino è una bevanda che ti da un picco estremo di energia al momento ma ti lascia rincoglionito poco dopo...grande calore che brucia subito e ti lascia poco lucido, quindi alimento yin, mentre la carne è un alimento fortemente riscaldante, cioè ti "scalda" dentro e ti fa "sostanza" (che termini pessimi

)... Da quello che ho capito, nella macrobiotica non è sconsigliata la carne per via di motivi etici nè perché la carne faccia male in toto, ma perché è veramente difficile bilanciarla in modo da ricreare l'equilibrio.
Eppure, in molti casi mangiare carne bevendo solo acqua da problemi di digestione...
Per dire: il cugino di mio padre ha 74 anni e tutta la sua vita ha mangiato solo della carne, lardo, strutto ecc bevendo litri di vino (

)...niente dolci, poca pasta, poca verdura...eppure lui è la persona più sana che conosca, esami perfetti al fegato e ovunque. Fermo restando che noi non siamo solo quello che mangiamo e lui è una persona che vive bene, si ama ecc, è comuqnue interessante vedere questa cosa...lui sa istintivamente come bilanciare il suo cibo pesante, infatti beve vino e quando è costretto a bere acqua (come ora che gli hanno ritirato la patente

) si vede benissimo che sta peggio di salute: più gonfio, meno "carico".
Ok, tutto sto polpettone per dire cosa?
Che, a mi parere, la macrobiotica può dare i migliori risultati nel tempo se estrappolata dalle sue motivazioni originali e riadattata al nostro contesto culturale.
Le alghe, i condimenti giapponesi ecc sono tutte cose buone e sfiziose, ok, ma non fanno assolutamente parte della nostra tipologia di alimentazione tradizionale, e se così è ci sarà un motivo.
Il pesce...ottimo, ma una persona che vive, che so, in Valle d'Aosta avrebbe senso che mangiasse pesce ogni giorno?
La macrobiotica ha di bello, secondo me, il principio base (o, perlomeno, è quello che intuisco io dai concetti di yin e yang) che parla di capacità di compensare il negativo con il positivo e viceversa, così nel corpo come avviene in natura.
Il macrocosmo non è separato dal microcosmo, e l'ambiente in cui viviamo non è separato da noi.
L'alimentazione base di un africano non sarà quella di cui necessita un indiano e via dicendo, così come i principi più stretti della macrobiotica relativi proprio al cosa mangiare non saranno certo adatti a noi italiani, poichè ideati da popolazioni con una loro cultura, pensiero, fisico, ambiente diverso.
Quindi, a mio avviso, mangiare il miso, la soya, il latte di cocco (non contemplato dalla macrobiotica, però, direi) ecc ecc non è in linea con i principi chiave della macrobiotica, ossia il concetto generale di equilibrio yin e yang, dentr/fuori, grande/piccolo uomo/ambiente ben più importante che le regole alimentari nate per gli orientali a loro uso e consumo. Non dico che non si possono mangiare, sono buoni e gustosi, ma non trovo siano la cosa ideale per noi italiani.
Il cugino di mio padre segue una dieta macrobiotica molto più sensata di una persona che mangia tutti i giorni la zuppa di miso o l'alga kombu, non so se si capisce

Mettersi in approccio macrobiotico, secondo me, non significa seguire alla lettera i dettami di una dieta, ma ascoltare pian piano i segnali del proprio corpo ricercando la sua necessità originale, che non sarà slegata dal luogo di nascita, perché se siamo nati in una data regione, secondo me, avremo comunque conservato dentro di noi a livello istintuale una necessità di cibi diversa da quella di persone nate in altri posti...
COn questo non sto criticando gli integralisti e la macrobiotica, anzi...direi che se presa nel suo significato più profondo sia veramente il tipo di approccio migliore da seguire nell'alimentarsi, ma non perché il cereale integrale sia meglio della carne in assoluto o per via di quantità nutrienti ecc (specialmente perché all'epoca in cui si è sviluppata questa filosofia non c'erano certo i mezzi scientifici per valutare vitamine ecc, ), bensì perché se seguita nel suo insieme ti può giudare alla famosa calma al centro delle perturbazioni

Non so se si capisce ciò che ho detto, come al solito sono prolissa!
