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Maggio 24, 2012, 10:12:11 am

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Autore Discussione: Frammenti di libri  (Letto 293 volte)
Sheherazade
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2anii 61/76/90


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« inserita:: Gennaio 28, 2012, 04:00:34 pm »

Ciao!  Very Happy Non mi pare esista già una discussione di questo genere, spero non mi sia sfuggita.

Pensavo che sarebbe bello raccogliere in un topic tutti i frammenti di libri che più ci sono piaciuti. Possono essere lunghi una frase, o veri e propri brani. (Esiste il topic delle citazioni, ma mi sembrava una cosa diversa!!  Confused)
Magari avendo l'accortezza di specificare se tale brano è il finale o cose del genere  Laughing




Io comincio con questo: Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés Non l'ho ancora letto tutto, ma questa parte mi è piaciuta molto!!

I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere, e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi. Sono esperti nell'arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli. Sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi.

Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere voraci, ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben inferiore a quello dei loro detrattori. Sono state il bersaglio di coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma anche i luoghi selvaggi della psiche, soffocando l'istintuale al punto da non lasciarne traccia. La rapacità nei confronti dei lupi e delle donne da parte di coloro che non sanno comprenderli è profondamente simile.

[...]

La natura selvaggia mi è doppiamente passata nello spirito, per la mia nascita da un'appassionata stirpe ispano-messicana, e poi per la mia adozione in una famiglia di impetuosi ungheresi.  Sono cresciuta nei pressi della frontiera del Michigan, a nord del Midwest, circondata da boschi, frutteti e fattorie, e non lontano dai Grandi Laghi.  Laggiù il mio alimento principale erano lampi e tuoni.  La notte i campi di grano stridevano e vociavano.  Lontano, a nord, i lupi raggiungevano le radure nel chiarore lunare, si impennavano e pregavano. Potevamo tutti senza paura abbeverarci alle stesse fonti.


Sebbene allora non la chiamassi con questo nome, il mio amore per la Donna Selvaggia nacque quando ero ancora piccola. Ero un'esteta più che un'atleta, e il mio unico desiderio era di essere un'estasiata vagabonda. Alle sedie e ai tavoli preferivo la terra, gli alberi e le caverne, perchè là io sentivo di potermi appoggiare alla guancia di Dio.

 
Il fiume "sempre" chiamava affinchè lo si visitasse quando calava la notte, i campi "avevano bisogno" che qualcuno li percorresse per esprimersi in un fruscio.  I fuochi "dovevano" essere accesi nel bosco di notte, e le storie "dovevano" essere raccontate lontano dagli orecchi degli adulti.


Ho avuto la fortuna di crescere nella Natura.  Dai fulmini seppi della subitaneità della morte e dell'evanescenza della vita.  Le figliate dei topolini mostravano che la morte era raddolcita da una nuova vita.  Quando dissotterrai delle perle indiane, trilobiti sepolti nella terra, compresi che la presenza degli esseri umani risaliva a molto, molto tempo prima.  Appresi la sacra arte dell'ornamento adornandomi il capo con delle danaidi, usando le lucciole come gioielli notturni e le rane verde-smeraldo come braccialetti.


Una lupa uccise un suo cucciolo ferito a morte; insegnò la compassione dura, e la necessità di permettere alla morte di andare al morente.  I bruchi pelosi che cadevano dai rami e faticosamente risalivano strisciando insegnavano la determinazione.  Il loro solletico, quando mi passeggiavano sul braccio, m'insegnò come la pelle può risvegliarsi e sentirsi viva.  Arrampicandomi sulla cima degli alberi appresi come un giorno avrebbe potuto essere il sesso.


La mia generazione, quella del dopoguerra, è cresciuta in un'epoca in cui la donna era trattata come una bambina e come una proprietà.  Era tenuta come un giardino incolto... ma per fortuna qualche seme selvaggio arrivava sempre, portato dal vento.  Sebbene quel che le donne scrivevano non fosse autorizzato, comunque continuarono a diffonderlo.  Sebbene quel che dipingevano non ottenesse alcun riconoscimento, comunque nutriva l'anima.  Le donne dovevano implorare per ottenere gli strumenti e gli spazi necessari alle loro arti, e, se nulla era concesso, trovavano il loro spazio negli alberi, nelle caverne, nei boschi, e nei gabinetti.


La danza era appena tollerata, forse, e perciò danzavano nella foresta, là dove nessuno poteva vederle, o nel seminterrato, o mentre andavano a buttare la spazzatura.  L'ornamento della persona metteva in sospetto.  Un corpo felice o un vestito accrescevano il pericolo di subire un torto o di venire aggredite sessualmente.  Perfino gli abiti che portavano indosso non potevano definirsi i loro.

 
Era un'epoca in cui i genitori che abusavano dei figli erano semplicemente detti severi, in cui le lacerazioni spirituali di donne sfruttate in profondità venivano definite esaurimenti nervosi, in cui le ragazze e le donne strettamente fasciate, strettamente sorvegliate, strettamente imbavagliate erano dette brave, e quelle altre femmine che cercavano di sfilarsi per un attimo o due il collare erano marchiate come cattive.

 
Cosìì come tante donne prima e dopo di me, ho vissuto la mia vita come una creatura travestita.  Come amiche e parenti prima di me, mi sono pavoneggiata barcollando sui tacchi a spillo, e ho indossato l'abito buono e il cappello per andare in chiesa.  Ma la mia favolosa coda spesso spuntava sotto l'orlo, e le orecchie si contraevano tanto da farmi ricadere il cappello sugli occhi.

 
Non ho dimenticato il canto di quei giorni oscuri, "hambre del alma", di fame dell'anima.  Ma neanche ho dimenticato il gioioso "canto hondo", il canto profondo, le parole che tornano a noi quando facciamo opera di rivendicazione con l'anima.
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Diario

Trova lei e troverai il lupo, il lupo che voglio, il lupo che la ama.
Capelli di fata
« inserita:: Gennaio 28, 2012, 04:00:34 pm »

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« Risposta #1 inserita:: Gennaio 28, 2012, 04:14:59 pm »

bellissimo, io lo faccio sempre alla fine di un libro, mi ritrascrivo le parti che ho amato, le frasi più belle... love

Donne che corrono coi lupi è nella mia wishbook, non le ho lette di proposito Wink scusa Sheherazade!


Io di pronto su questo pc ho solo il file di Saltatempo di Stefano Benni:



Citazione
Sotto la roccia c'erano quattro metri di fondo e lucci gigantschi coi musi tutti storpiati dagli ami, pieni di cicatrici, lucci lottatori che ancora non avevano incontrato la canna pescatrice del destino.
E neanche a me sembrava che la canna del destino fosse vicina, sdraiato sulla sabbia coi piedi nella corrente e una libellula a picco sulla testa. E guardavo Osso e Gancio che si preparavano a pescare col battisasso, le loro nuche di adolescenti e le gambe fangose, e non vedevo nessun amo d'oro sulla loro testa, pronto a ghermirli, con gran ronzare di mulinello, e a portarli lassù, tra le nuvole, dove il Grande Pescatore tiene nel retino le anime sgambettanti e boccheggianti.

Citazione
Non si poteva strappare quel brandello, era la stessa stoffa del mio. Celso, volevo chiedergli, ci andavi al fiume da piccolo? Li hai visti anche tu i pesci moribondi nella correnet? Chi aveva il diritto di spazzarli via? Il mondo andava avanti, magari per andareavanti distruggeva quello che aveva davanti ed era un pezzo di mondo, mica di un pianeta nemico, si bucavano le montagne, la gente si sarebbe spostata velocemente ovunque, imposibile stare da soli, mai più baracche e solitudini. Così era scritto. Ma quando quell'orto sarebbe stato cancellato, l'autostrada avrebbe mangiato la montagna, e le assi della baracca sarebbero crollate sotto il fiato del lupo, dove sarebbe andato Celso?
E sperai che la donna bionda o la tosse nera lo portassero via prima che dovese lasciare quella casa, perchè ogn tana è una casa. Ogni buco ogni nido ogni sasso sotto l'acqua è una casa, ache se non ha la targhetta col campanello, il numero di telefono e la porta col catenaccio.

Citazione
Si, per un po' le ricorderemo, ma non so quanto. Tuo padre una volta mise il piede in una tagliola da volpi. Mentre era lì che soffriva disse: giuro che se ne vengo fuori non sparerò più a nessun animale. Riuscì a liberarsi col polpaccio stracciato, si curò, la cicatrice sbiadì, e dopo qualche anno dopo lo vidi tornare alla caccia con de lepri nel carniere. Passato il dolore, passato il giuramento, e tuo padre non è un uomo disonesto. Ma la memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo. Basta mollare un attimo e tutto va in rovina.

Citazione
Lì contava uno strano miscuglio di desideri adulti e fatuità infantili, una voglia di sembrare giovani ma anche più grandi e più cattivi. E anch'io sentivo un bruciore di ribellione insieme a un prurito di conformismo.

Citazione
Si stava avvicinando un anno che sarebbe rimasto impresso nella storia del secolo ma anche nella storia di Saltatempo. Durante questo anno, le cose che mi accaddero a un passo mi sembrarono a volte più importanti di ciò che si trasformava tutto intorno. Solo dopo, riguardando indietro, capii che vivevo al centro di una grande galassia di trasformazioni e scoperte, e nel mio pianetino ne avvenivano altrettante. Dalle stelle venivano segnali per me e io li rimandavo alle stelle. Di una sola cosa ero consepevole: la forza fondamentale di quell'universo era l'attrazione per la libertà, che risucchiava tutti a velocità folle. C'era chi resisteva attaccandosi alla zavorra delle vecchie idee o alla catena della paura, ma altri, a migliaia, volavano in questo nuovo spazio, alcuni imbarcati su comode astronavi, altri cavalcando comete e allucinazioni, altri in missione di guerra contro gli alieni del Sistema.
I miei due orologi funzionarono molto quell'anno, a volte alleati, a volte conficcando le lancette appuntite uno nel quadrante dell'altro, in un duello tra i miei terremoti e quelli del mondo. Se quell'anno durò molti anni nella storia, altrettanto a lungo durò nei miei dolori e nelle mie passioni.

Citazione
Una valanga di terra precipità sul paese, dalla parte a nord. Quando ci rpenso, era proprio come un gigantesco corpo umano che crollava, ferito nel suo cuore di roccia, gli alberi erano le ossa sgretolate, i nervi le radici strappate, la pelle era l'erba, l'acqua sotterranea il sangue, e tutto gridava di dolore. Il fiume di terriccio fangoso travolsero una decina di case, proseguì spazzando via vigne e orti, e rotolò in fondo, verso il fiume, con un brontolio triste e sordo, come a chiedere perdono.

Citazione
Le ruspe erano già al lavoro. Col loro frenetico avvitarsi su se stesse, e frugare e spianare, cancellando pietre e terra, mattonelle e legno e brandelli di vite passate, sembravano dire al piccolo paese e al paese grande: questa è una delle prime cose che dovrete dimenticare.

Citazione
Mi sembra che stia un po' meglio, ma ho paura a dirlo. Si assopisce di nuovo. Gli prendo la mano, toccoi suoi calli a uno a uno. La mia mano non ne ha. Ci sono cento anni tra la mia infanzia e la sua, abbiamo vissuto il periodo di cambiamenti più veloce del secolo, forse di tutti i secoli. Eppure siamo stati sempre vicini.


Citazione
Pensammo: se è in paradiso ci sono le nuvole e non servono scarpe. Se è all'inferno ti bruci anche con le scarpe. Nei grandi pascoli si va a cavallo. Nel paradiso islamico ci si toglie le scarpe prima di entrare. Buddha va notoriamente a piedi nudi. E se dopo c'è il nulla, nel nulla non si cammina.

Citazione
La vita si spalancava davanti a me, ero libero, e la libertà è rischiosa, non puoi sapere se nel tuo fiume c'è un mulinello pronto  astrangolarti, se dietro la curva la strada prosegue in salita o sprofonda in un burrone, se c'è ad attenderti una locanda o lo sceriffo di Nottingham. La libertà, diceva Baruch, è un fango che devi asasggiare, non puoi sapere prima se ti fa male o no. E io non sapevo quale dei miei due orologi averebbe battuto più forte.

Citazione
E quando chiusi gli occhi, tutto quel rumore diventò una cascata dentro una gola. Vidi la piazza vuota, di notte, piena di barattoli e cartacce, dopo un comizio o un concertone come tanti altri. Dove siete finiti, tutti voi che c'eravate quel giorno? pensa. Lo rifareste? Eravate diversi, ci credevate in un altro mondo, oppure vi avevano detto di crederci e obbedivate soltanto? Potevate immaginare, quel giorno, che non ci sarebbe stata giustizia per nessuno, ma che le ingiustizie sarebbero cresciute una sull'altra, come le muffe su un tronco morto?

Citazione
Vidi nell'orobilogio la città cambiare in modo così repentino e profondo che pensai: quel giorno si è spaventata, anche le città hanno bisogno di pace e tranquillità, ha ingoiato la nostra rabbia nel sottosuolo, l'ha imprigionata, e ora fa brillare i suoi negozi e le vetrine, per non farcene ricordare. Dimenticate per favore, dice, io sono una città vecchia, ho visto le guerre medievali e la peste, e duelli e invasioni nemiche e poi gli spari nelle strade e i carri armati, lasciatemi invecchiare in pace.

Citazione
Quanta miseria doveva esserci nella sua testa per non capire cosa aveva fatto per qualche lira, per non capire che il suo posto non era più tra noi, che il suo nuovo posto lo aveva scelto al tavolo di Arcari. Non riuscivo a dir nulla, ero paralizzato, mi faceva schifo e pena.

Citazione
E di colpo fu chiaro. Quelle statuine e la vita preziosa che racchiudevano, la fatica lenta di mio padre per far uscire i loro volti dal legno del bosco, legandoli per sempre a questi luoghi. Li aveva costruiti e nascosti alla ferocia e all'avidità, perchè qualcosa restasse di loro, perchè la frana degli anni non li portasse via. Quelle statuine erano uomini e donne e ora mi guardavano. Qualcuno aveva giocato con la loro vita, li aveva venduti, corrotti, piegati. Adesso doveva pagare.

Citazione
Perchè a molti è capitato di svegliarsi quel giorno, il giorno di combattere. Non è un bel risveglio, è un risveglio doloroso e crudele. Quel giorno non chiedere agli altri chi sei, gli amici diranno che sei un eroe, gli altri che sei un assassino. Solo tu puoi saperlo, e pagherai ogni ora di questa tua decisione. Solo dopo molto tempo potrai vedere se hai aggiunto dolore al mondo o lo hai aiutato a guarire, se hai fatto crescere più vita di quella che hai spento. Questo si chiama responsabilità.

Citazione
Devi solo promettermi che conserverai gli orologi come una cosa importante e preziosa, non tradire né l'uno né l'altro. Quello della fatica quotidiana e quello dei mondi possibili, quello che conta i tuoi passi in terra e quello che misura i tuoi sogni. Quello che scorre e quello che gira Quello che ti ruba le persone care e quello che te le riporta. Quello che uccide i tuoi nemici e quello che ti fa immaginare in quanti vari modi li uccideresti. Quello che ti fa amare e quello che ti fa amare, capisci la suggestiva ripetizione?

Citazione
C'è gente che dice che vuole lottare e poi confonde il fischio d'inizio della partita con quello dell'ultimo minuto, e va a casa.

Citazione
Guardai fuori dal finestrino. Il paese era avvolto nella nebbia dela mattina, il sole cominciava a illuminarlo. Immaginai chi si stava svegliando, chi lavorava già, chi dormiva ancora e chi indugiava nel letto, a metà tra i colori dei sogni e la luce che entrava dalla finestra. Chiusi gli occhi, e ci entrò il fiume.
« Ultima modifica: Gennaio 28, 2012, 06:26:06 pm da Eclipse » Registrato

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« Risposta #2 inserita:: Gennaio 28, 2012, 04:33:16 pm »

bello questo topic, appena ho un attimo di tempo contribuisco anch'io!|
amo sottolineare le parti che mi piacciono dai libri che leggo  Wink
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loluccia
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« Risposta #3 inserita:: Gennaio 30, 2012, 12:49:08 am »

Ecco quei pochi tra i miei brani preferiti che ho salvati nel pc

da Il piccolo principe

"Hanno tutti fretta", disse il piccolo principe.
"Che cosa cercano"
"Lo stesso macchinista lo ignora", disse il controllore.
Un secondo rapido illuminato sfreccio' nel senso opposto.
"Ritornano di gia'?" domando' il piccolo principe.
"Non sono gli stessi", disse il controllore. "E' uno scambio".
"Non erano contenti la' dove stavano?"
"Non si e' mai contenti dove si sta", disse il controllore.
E gli rombo' il tuono di un terzo rapido illuminato.
"Inseguono i primi viaggiatori?" domando' il piccolo principe.
"Non inseguono nulla", disse il controllore.
"Dormono la' dentro, o sbadigliano tutt'al piu'. Solamente i bambini schiacciano il naso contro i vetri. Quelli si, che sono fortunati", disse il controllore.

"Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!” E rise ancora. “E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere… E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo. “T’avrò fatto un brutto scherzo…” E rise ancora. “Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere."


Da "Il ritratto di Dorian Gray"


"Ah! then it must be an illusion. The things one feels absolutely certain about are never true. That is the fatality of faith, and the lesson of romance. How grave you are! Don't be so serious. What have you or I to do with the superstitions of our age? No: we have given up our belief in the soul. Play me something. Play me a nocturne, Dorian, and, as you play, tell me, in a low voice, how you have kept your youth. You must have some secret. I am only ten years older than you are, and I am wrinkled, and worn, and yellow. You are really wonderful, Dorian. You have never looked more charming than you do to-night. You remind me of the day I saw you first. You were rather cheeky, very shy, and absolutely extraordinary. You have changed, of course, but not in appearance. I wish you would tell me your secret. To get back my youth I would do anything in the world, except take exercise, get up early, or be respectable. Youth! There is nothing like it. It's absurd to talk of the ignorance of youth. The only people to whose opinions I listen now with any respect are people much younger than myself. They seem in front of me. Life has revealed to them her latest wonder. As for the aged, I always contradict the aged. I do it on principle. If you ask them their opinion on something that happened yesterday, they solemnly give you the opinions current in 1820, when people wore high stocks, believed in everything, and knew absolutely nothing. How lovely that thing you are playing is! I wonder, did Chopin write it at Majorca, with the sea weeping round the villa and the salt spray dashing against the panes? It is marvellously romantic. What a blessing it is that there is one art left to us that is not imitative! Don't stop. I want music to-night. It seems to me that you are the young Apollo and that I am Marsyas listening to you. I have sorrows, Dorian, of my own, that even you know nothing of. The tragedy of old age is not that one is old, but that one is young. I am amazed sometimes at my own sincerity. Ah, Dorian, how happy you are! What an exquisite life you have had! You have drunk deeply of everything. You have crushed the grapes against your palate. Nothing has been hidden from you. And it has all been to you no more than the sound of music. It has not marred you. You are still the same"


da Le cronache del ghiaccio e del fuoco

(le metto tutte sotto spoiler per sicurezza)

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Tomorrow all will be known, and you're not alone, so don't be afraid in the dark and cold... 'Cause the bards' songs will remain

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« Risposta #4 inserita:: Gennaio 30, 2012, 11:40:11 am »

"Adesso mi sembra tutto una specie di gioco estenuante di bambini isterici, ma allora ci sembrava la vita, forse lo era anche ma non poteva andare avanti per sempre. (...)
Non è buffo che tu sia lì in campagna a Minorca e io qui in campagna, dopo anni di non sentirci e andare ognuno per la sua strada? Che abbiamo finito per fare cose simili, come quei gemelli che vengono separati dalla nascita e cresciuti in famiglie diverse in parti diverse del mondo e poi si riincontrano a trent'anni e scoprono di aver sposato lo stesso tipo di persona e fare lo stesso tipo di lavoro e a avere una macchina dello stesso colore? Ma è confortante pensare che siamo rimasti simili anche così a distanza, ti dà l'idea di non aver immaginato tutto solo perchè eravamo in una fase della nostra vita dove avevamo bisogno di immaginarcelo"

Andrea DeCarlo, "Di noi tre""
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« Risposta #5 inserita:: Gennaio 30, 2012, 12:14:22 pm »

che bello! quando leggo un libro sottolineo sempre le parti che mi hanno colpito di più  Wink

Riporto il finale di "Cent'anni di solitudine", il mio libro preferito..chi vuole leggere il libro ovviamente non legga  Mr. Green


Ecco, questo è il finale più bello che io abbia mai letto! specialmente le ultime quindici righe. Rimango così  Shocked ogni volta che lo leggo  Laughing

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Morgaine


« Risposta #6 inserita:: Gennaio 30, 2012, 08:13:19 pm »

Shehe, devo assolutamente leggere quel libro! love è da mesi che cerco un libro del genere, grazie mille!  hug
devo mettermi a cercare un libro e poi vi posto qualosa Wink
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diario: http://capellidifata.it/forum/index.php/topic,27864.0.html
VEGETARIANA e fiera di esserlo!
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« Risposta #7 inserita:: Gennaio 30, 2012, 10:00:53 pm »

Bello questo topic  love, io comincio con questi:
"Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose; ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole che io dico metto tutto il senso e il valore delle cose come sono dentro me, mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé,del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamoci d’intenderci; non c’intendiamo mai." (Pirandello, Sei personaggi in cerca d'autore)

 "A me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c'é una ragione. Perché proprio in quell'istante? Non si sa. Fran. Cos'é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C'ha un'anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un'ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall'inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d'accordo, allora buonanotte, 'notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce. È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio. quando, in mezzo all'Oceano, Novecento alzò lo sguardo dal piatto e mi disse: "A New York, fra tre giorni, io scenderò da questa nave". Ci rimasi secco. Fran" (Baricco, Novecento)

ancora Novecento, la parte finale, metto sotto spoiler
« Ultima modifica: Gennaio 30, 2012, 10:05:53 pm da Amarena » Registrato

Capelli di fata
« Risposta #7 inserita:: Gennaio 30, 2012, 10:00:53 pm »

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« Risposta #8 inserita:: Marzo 10, 2012, 05:51:17 pm »

Ma che topic meraviglioso!
In attesa di riuscire a ritrovare tutti i brani che vorrei postarvi, mi piazzo qui con l'inizio di "Medea - Voci" di Christa Wolf, un libro che sto leggendo ora e che adoro.

"Anche gli dei morti governano. Anche gli infelici temono per la loro felicità. Lingua dei sogni. Lingua del passato. Aiutatemi a uscire, fuori dal pozzo, via dallo strepito nella mia testa, perché sento strepitare le armi? Stanno combattendo? Chi combatte? Madre, i miei colchi, sento le loro gare nel nostro cortile, dove mi trovo? Lo strepito diventerà sempre più forte? Sete. Devo svegliarmi."
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